10/01/2004
Samurai Tom
Roy Menarini scrisse: "L'ultimo samurai" è un film curioso. Il rifiuto del regista Zwick di ogni aggiornamento stilistico nel cinema d'azione storica - ovvero nessuna concessione a Hong Kong - è da un certo punto di vista ammirevole. Purtroppo, in cambio, c'è solo accademia e classicismo smunto (per intenderci, non il classicismo nervoso e virile di "Master & Commander"): Il polpettone funziona qua e là e, come dicono i recensori dei quotidiani, si lascia vedere. Tom Cruise conferma sia la sua limitatissima gamma espressiva che l'unicità del suo corpo. Solo lui, in fondo, oggi può fare seriamente l'eroe classico solido e atletico, adulto e forte. C'è Pitt, c'è Crowe, d'accordo, ma in fondo ben pochi altri. E se Hollywood fosse in crisi per una spaventosa assenza di corpi, prima ancora che di idee e stili? Riflettiamo. A parte questo, gira un'aria scientologica a tutto vapore, secondo lo strano pastiche di filosofia zen da figli dei fiori e etica dell'onore stile neonazismo evoliano tipico di questa pseudoreligione. Il film è profondamente anti-Bush (si condannano l'imperialismo americano, la strage degli indiani, l'esportazione delle armi e degli stili di vita, la mitologia del West e di Custer, etc.) ma dall'estrema destra (si glorifica la guerra, il lato epico-barbarico dell'esistenza, la ricerca della morte in battaglia, la guerriglia, persino l'etica kamikaze, a ben vedere, con una corsa verso la morte finale gioiosa e da talebano). Insomma, un chiaro esempio della confusione ideologica del Cruise uomo e produttore. Mi sarebbe piaciuto vedere che film ne avrebbe cavato John Milius...di menarini at 14:54:21
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