01/02/2004

Prime visioni

Dopo le estenuanti discussioni intorno a Jackson e Tolkien (che continueranno nei commenti), sono tornato al cinema, per vedere poco di buono. "Underworld" è uno di quei film che mostrano davvero troppe influenze dirette per non essere interpretabili come pure ridondanze narrative. Più che "Matrix" e "Blade" che pure sono i punti di riferimento principali, vengono alla mente quelle pubblicità decadenti di alcolici o profumi costosi, con le lesbo vampiresse e tanta sensualità da salotto. Anche la Beckinsale, che ha scelto il ruolo per scrollarsi di dosso l'immagine da crocerossina, non mostra molto altro che un buon taglio di capelli. "Oscure presenze a Cold Creek", ovvero l'ospizio degli attori (Quaid e Sharon Stone) è una fregatura totale, anche perché le oscure presenze non ci sono e si tratta di un abuse movie dal ritmo televisivo. "La giuria", invece, è meno peggio del previsto e non tanto per Hackman e Hoffman. La storia è davvero bella - non so se per merito di Grisham, che è un mediocre e di cui ho letto cento pagine in tutto prima di ritirarmi nauseato - forse perché l'idea del manipolatore di giurie funziona proprio bene, a metà tra psicologia comportamentale e truffa aggravata. Bravo il buon John Cusack e incantevole al solito Rachel Weisz. Infine "La rivincita di Natale" è un filo superiore al precedente, che rivisto oggi mostra molte ingenuità. Tipica mestizia avatiana, con il solito piacere del poker movie , che garantisce interesse e suspense, anche se il finale si può intuire una buona mezzora prima dei titoli di coda.
di menarini at 18:18:19 Commenta: