02/02/2004

Beautiful

Come chiunque, non ho il tempo di seguire le soap opera. Non commetto, però, l'errore di ignorarle e quando posso cerco di strappare alcuni minuti e non mollare "Beautiful" (e la sua rivale operaista, "Un posto al sole", in queste settimane angosciata dai problemi di acne dell'attrice Claudia Ruffo). Su "Beautiful" sono stati scritti volumi di indagine comunicativa e sociologica, anche in Italia. Quel che posso dire per cercare di spiegarne l'assoluta leadership è probabilmente che è presente una continua rinegoziazione dei valori condivisi appartenenti ai personaggi. Mi spiego: lungi dal confermare la tesi secondo la quale le soap sono costruite su intrecci paradossali e schieramenti netti di buoni e cattivi (formando una specie di quadrato semiotico di grado zero, di livello infimo e letterale), "Beautiful" raggiunge gradi ambiguità assoluta. La narrazione - pur non impedendo alcuna adesione o identificazione - procede a progressivi rimodellamenti dei protagonisti. Chi può dire ora se Ridge sia un personaggio positivo (all'epoca del suo passaggio alla Spectra, la sua arroganza era palese)? Qual è la vera Amber, quella incasinata e sognatrice o la scalatrice di provincia? E chi ha ragione tra Stephanie e Brooke? L'una è una matriarca pronta a tutto per l'unità della famiglia, l'altra è una passionale cui il pubblico perdona tutto (anche l'essersi portata a letto il marito della figlia e l'aver concepito con lui). E Deacon? Ripulito e mondato, è lo stesso teppista di un tempo o ha messo la testa a posto? E così via. A differenza di molte altre soap, l'asse dei valori lascia ampia libertà agli spettatori che - se interrogati - darebbero certo risposte diverse l'una dall'altra. Inoltre, il demiurgo della serie non dimentica mai di rispettare lo sfondo narrativo ormai pluriennale su cui lavora. Ogni scontro, ogni dissidio va contestualizzato al passato, se necessario anche lontanissimo. E non si lesinano puntate apparentemente noiose su scontri di tipo economico e su questioni legali che mettono di fronte pezzi di famiglia Forrester o Forrester contro Spectra. Come nella vita, insomma, le persone cambiano. Come nella vita, si può mutare opinione su qualcuno. Come nella vita, ci sono uomini superficiali senza che siano per forza o puttanieri o gentiluomini. Come nella vita, ci sono donne fragili e indecise, senza essere per forza o meretrici o sante. Ecco perché "Beautiful" è la migliore soap opera e perché durerà finché vivremo.
di menarini at 15:24:40 7 Commenti