23/02/2004
Scary?
Peccato. "Scary Movie 3" non è quello che speravamo. I tempi del miglior Zucker (e dei ZAZ) sono finiti e anche capolavori come "Baseketball" sembrano lontani. Apprezziamo, certo, l'attenzione più linguistica che escrementizia al comico, ma il ritmo è letargico e bisogna mettersi ad aspettare con grande pazienza gag che arrivano col contagocce. Il problema è che la destrutturazione ormai non morde più le convenzioni (basti ricordare il gioco sui primi piani del telefono di "Top secret" o le soggettive di "La pallottola spuntata") ma solo le narrazioni hollywoodiane. L'ossessione di "Signs" è francamente sproporzionata all'importanza, media, del film, e anche la buona idea di incorciare le trame - dimostrando così che Hollywood oggi non è altro che una enorme macchina fotocopiatrice modulare -, è insistita. Si aggiunga che Charlie Sheen è ormai cotto, e forse troppo impeniserito dai consumi di droga e dalle orgette con le squillo d'alto bordo anche solo per muovere gli occhi. Peccato, dicevo, perché la parodia è comunque il sale della vita.di menarini at 21:57:45
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