11/03/2004

Western-s

Pagina obbligata e d'onore per Kevin Costner. Già al decimo minuto di film i dubbi sono fugati. "Open Range" è un grande western, che lavora su oggetti minimi e una storia ridotta all'osso per riempirli di cinema. Il gesto neoclassico è finalmente depurato da ogni autoindulgenza cinefila e garantisce una profondità senza fine. Il personaggio di Costner - ispirato in qualche momento ai personaggi meditabondi e psicanalitici di Mann ("Dove la terra scotta") è invece un raro esempio di killer fragile, di pistolero refrattario, di cowboy duro ma dai lati femminei (non effemminati, chiaramente). Il vecchio Boss di Duvall, a sua volta, esce sia dai codici d'onore miliusiani che dalla violenza peckinpahiana e mostra l'umanità della violenza - se ciò è possibile - dentro la fondazione della società americana. Aggiungiamo una delle sparatoire più belle del western moderno e una storia d'amore giocata superbamente sulla timidezza e la reticenza (Annette Bening è sempre più bella), e abbiamo un piccolo capolavoro. Meno riuscito, ma western letterario anch'esso, è "Jeepers Creepers 2" che non ritrova la vena del primo episodio ma si conferma horror atipico dalla dimensione riflessiva e seria. Come scrive giustamente Rumore - e come non capisce Maiello su "Musica" - il film è un Moby Dick della strada di provincia e un dramma della natura americana.

di menarini at 17:27:12 3 Commenti