09/05/2004

Telefilm madness

E' insieme paradossale e geniale che ci sia un festival di telefilm, dopo che per anni si è parlato di cinema in tv ora si porta la tv nei cinema. In verità, la scelta è sacrosanta e appartiene a organizzatori sagaci e intelligenti (con la direzione operativa dell'amico Andrea Romeo). Il "telefilm festival" - in una Milano piovosa e tremebonda - è stato (nei giorni in cui c'ero) un appuntamento seguito e appassionante, soprattutto per la competenza dei presenti (è stato divertente assistere a dibattiti pubblici in cui - per una volta - gli spettatori conoscevano tutto di tutto, dal numero di episodi della quinta stagione di una serie alle programmazioni delle reti televisive). Tra le cose belle - di questo periodo magnifico per la serialità televisiva, giustamente chiamata new wave -, "Arrested Development", prodotta da Ron Howard, che dissolve il concetto di sit com in una cosa che sta a metà tra un romanzo di David Foster Wallace e i "Tenenbaum"; "The L Word", con il pilot di 90 minuti diretto da Rose Troche ("Go Fish") dedicato a un circolo di amiche lesbiche (bellissime, da Jennifer Beals a Mia Kirshner, non so se avete capito) nelle luci dorate della California, molto falsa ma anche molto suggestiva (ed esplicita); un mitico episodio di "Queer as Folk", quello del sedicenne e dello sperma; le conferme di "Alias" e "Six Feet Under", e alcune chicche in arrivo. A proposito: "Arrested" comincia la settimana prossima su Fox, mentre il nuovo Fox Life ospiterà "Miss Match" e "Dead Like me" oltre che la quarta di "CSI". Ho poi rivisto con nostalgia "Arcibaldo" e "I Jefferson". Insomma, un divertimento totale, le maratone di telefilm danno un senso, come dire, di cocacola+aspirina (per tutti). Intanto, la nuova serie di "24" (la terza su satellite) sembra un po' inferiore alla seconda. Tempo al tempo, vedremo.
di menarini at 17:50:50 5 Commenti