01/06/2004
Storie americane
Dunque, sono tornato dalle Marche (Sirolo) dove mi ero ritirato a scrivere approfittando di 3-4 giorni senza impegni istituzionali. E ho scritto molto, sospendendo solo per parlare al telefono, in radio e per andare a mangiare. Da oggi cominciano i consigli gastronimici: ristorante "La Quinta", porticciolo di Fano (pesce, luogo alla buona, discreto, 20 euro a testa), "Strologo", piazza di Camerano (affidabilissimo, sincero, di "base", ottime tagliatelle al ragù, carne cucinata in maniera casalinga, vin bianco della casa più che bevibile, 13 euro a testa!), "Le Azalee del Conero" (ristorante di terra e di mare, segnalato in alcune guide, pretenzioso, ottimi antipasti, primi di pesce di qualità, secodi rivedibili, almeno la mia tagliata di tonno, e molto molto caro, 50 euro a testa con un buon Verdicchio ma nulla più; meglio allora "Saraghina" a Marcelli). Al cinema, invece, "L'alba del giorno dopo". Pensavo fosse uno di quei catastrofici che raccontanto l'America per caso, e invece è programmaticamente un film anti-Bush, con un vero e proprio programma democratico. Si parla di clima, ma il meteo è facilmente leggibile come terrorismo del sud del pianeta, che infatti viene risparmiato dal flagello divino e spiega all'America che cosa deve fare per vivere in un mondo migliore. Persino inquietante nel suo schematismo (e chi scrive non è certo un fan della politica estera dei neo-con), pesante come tutti gli Emmerich, certo non come "Il patriota". Tuttavia divertente, almeno nella prima parte. L'altra metafora americanologica è il ben più spiazzante "Una storia americana", documentary distribuito con sottotitoli (e due, dopo Dumont, che ci si incammini verso la strada giusta?). E' la ricostruzione del caso Friedman, ovvero di un padre e di un figlio accusati di pedofilia e sodomia ai danni di decine di ragazzini. L'accusa è mostruosa, ma Jarecki ci narra - con l'aiuto dei loro home movies - il crollo di una famiglia disfunzionale di fronte all'orrore, lasciando l'atroce dubbio sugli avvenimenti. Castello di bugie o verità indicibile? Quel che non lascia dubbi è la pedofilia del padre, e pesanti sono i sospetti sui figli e su quel che deve essere avvenuto durante la loro infanzia. E' un film persino fastidioso per come entra nella vita domestica dei protagonisti, tuttavia un pugno nello stomaco. Ottimo che una cosa così sia stata distribuita...