21/06/2004
Drew e altre storie
Adoro Drew Barrymore. Lo so, non è più la magnifica creatura che si fece fotografare nuda su Playboy in piscina a vent'anni, è più rotonda e sferica, ma mi piace lo stesso. E' bellissima in "50 volte il primo bacio" dove riesce a fornire il sottotesto straziante del filmetto (riuscireste a far re-innamorare di voi la vostra compagna ogni 24 ore mentre lei perde la memoria di notte? Naturalmente no, né io né voi, ma il film cerca di convincervi del contrario in maniera non deteriore). E' incantevole in "Duplex", con Stiller (che, per inciso, gira troppi film), un altro mediocre esito di De Vito, un "autore" a tutti gli effetti, di pellicole inconcludenti. E poi non riesco a dimenticare i segni di famiglia stampati sul volto di Drew, e il fatto che si sia fumata di tutto da bambina, e insomma mi intriga molto. Trovo invece respingente Valeria Bruni Tedeschi, il cui "E' più facile..." (visto a Parigi l'anno scorso) è invece lieve e stralunato, keatoniano e monteriano, assurdo e in fondo originale, secondo un'idea ombelicale che mi pare l'unica immaginabile per un film così. Lo potrei pure rivedere, cosa che non farò con il cinemino etnico e salottiero di "L'angelo della spalla destra" (visto a Pesaro '03). "Out of time" di Franklyn (uno che quando ci si mette ha occhio) è un divertente noir-action tutto girato al sole, con una trama a forma di strangolamento che si esaurisce in se stessa ma riesce a offrire l'idea di b movie nel 2004, nell'accezione migliore. Invece "Highwaymen" di Harmon (ovvero "The Hitcher" + "Duel" + "Crash", allora è meglio "Radio Killer" di Dahl) delude, perché le suggestioni e gli orrori sono tutti di seconda mano, e manca qualsiasi mordente. Torniamo tutti a rivederci "Aurora", che è meglio. Non bastasse il fatto che è un film immenso, che seleziona le persone (chi lo comprende e si commuove, può stare al mondo; gli altri non esistono, sono morti e non lo sanno), è anche un esempio di quel che Hollywood avrebbe potuto essere, storie tradizionali dentro un'infinita sperimentazione visiva. Era l'aurora di un cinema americano diverso, mai del tutto sbocciato.di menarini at 08:03:28
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