27/07/2004
Serial ancora e ancora
Ovvero speriamo di non farne mai a meno. E' giusta davvero la teoria - mia e di alcuni colleghi - che il classico hollywoodiano ormai sia completamente assorbito nella tv. Se ciò poteva essere condivisibile già venti anni fa, negli ultimi dieci e in particolare negli ultimi cinque, la cosa è diventata chiarissima. Per di più, si tratta di un ottimo esempio di neoclassico iniettato di postmoderno (la struttura di "24", le puntate sperimentali di "ER", lo slittamento dei punti di vista di "Alias", e altre invenzioni come il Rashomon di "Boomtown"). Camera a mano, video, steady, split screen, ogni serie ha una cifra visiva certamente stile anni Duemila ma ciò che lo spettatore individua è il "genius of the system" della vecchia scuola, quella capacità non autoriale di costruire uno spettacolo di qualità, dagli standard narrativi altissimi, dalla collettività infallibile, e con risultati estetici interessanti anche se funzionali al racconto. Di molte serie ho già parlato, vorrei solo segnalare l'aumentata soddisfazione per "Six Feet Under" (di cui ho completato la seconda serie dopo aver registrato le puntate): sciolto lo stupore iniziale per l'arditezza degli argomenti (in fondo innecessaria), rimane un serial straordinariamente scritto, con una struttura molto solida (la morte iniziale, tre epifanie, costruzione binaria di vicende parallele, accenni di coralità), e un gruppo di personaggi pressoché perfetti che fanno perdonare ogni fighettismo e ogni caduta new age alla Alan Ball. Inoltre, volge alla conlcusione la terza serie di "Alias", che ormai - a furia di immettere carburante e parossismo narrativo - è diventata una serie astratta, che va verso un' "arte del vorticismo" televisivo eccitante quanto inedita. Jennifer Garner regge su di sé tutto il pandemonio spionistico e fantascientifico che le sta intorno, costruendo un corpo di combattente dolce di cui non si può fare a meno. Uno spasso, ogni puntata e ogni minuto. Il cinema americano blockbuster è morto. La cinetelevisione neoclassica americana lo ha soppiantato.di menarini at 15:54:57
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