31/07/2004
Eutanasia di un blog
Cari amici, questo blog chiude. Era mia espressa intenzione quella di valutare nel corso dei mesi ciò che "Pallottole per Roy" avrebbe prodotto, per il suo estensore e per i suoi lettori. Il bilancio - spiace per primo a me ammetterlo - è largamente al di sotto delle attese. Il mio blog, come tutti avete visto, è personale. Non ho cioè usato psuedonimi, come accade invece nella maggior parte dei casi (per me misteriosamente) e valeva come estensione della mia attività critica. L'idea era quella di trasformare la critica in qualcosa di meno occasionale e istituzionale dei soliti saggi per rivista o recensioni per periodico, ma di confrontare - a mio nome - idee e valutazioni altrimenti impossibili da condividere con la frequenza necessaria. E di farlo molto spesso, senza attendere periodicità eterodirette. Di più: la speranza era quella di far passare nella critica e nelle idee (anche su altre espressioni artistiche) un po' di vita. In fondo, se uno nella vita "fa" l'intellettuale (di qui la discussa intestazione: è questo il mio lavoro. C'è chi lavora con le mani, chi con i piedi, io con la testa, a pari dignità), ha la speranza che tutto in fondo si formi in un'uinica esistenza. I discorsi intorno ai film e alle manifestazioni artistiche di ogni genere sono forme di vita e di consapevolezza, che vanno condivise e che possono anche generare conflitti: infatti, i momenti migliori del blog sono stati vitalizzati proprio dagli scontri di opinione.
E' esattamente qui che però il progetto è fallito. Escluse le notizie personali (e ringrazio tutti coloro che hanno voluto condividere i momenti più intimi, che un po' spudoratamente ho annunciato), il discorso intellettuale non è mai maturato. Nove mesi sono tanti (bastano per fare un figlio, appunto) e sono sufficienti per dichiarare fallito il progetto. Le cause sono numerose: un po' di pigrizia, un parte di intorversione mascherata da aggressività, indecisione dei toni da parte mia. Anche i lettori sono in parte responsabili. Ne ho trovati pochi (paradossalmente: la responsabilità è di quelli che non mi hanno letto. E' una battuta, naturalmente), anche se tutti propositivi e nobili. Purtroppo, mi sembra che sui blog vi sia al momento il contrario del confronto che speravo di trovare. Domina l'informazione, vince la materialità, spadroneggia l'opinione immediata, paradossi e ironie non vengono lontanamente comprese. Il problema è mio, certo, ma di comunicazioni da bar ne posso fare tutti i giorni.
Fallimento, dunque. Certo: volevo di più e meglio. Tra le mie doti, vi è certamente la conoscenza dei limiti personali. Il blog che speravo di creare (seguito, ricco, un punto di riferimento e una forma di pensiero autoalimentata dalle parole) non è mai esistito. Non è certo la prima volta che un progetto intellettuale mi si sfarina tra le mani. Per cui non ne muoio. E' probabilmente un problema di prospettive e di attese personali. Avendone sempre di troppo alte, si finisce con lo scottarsi. Comunque non è colpa del sistema, di Internet, del mondo o di Bush. Non è andata, tutto lì.
Mi scuso perciò con chi si era appassionato, e con chi mi ha frequentato fedelmente, un pugno di lettori che non nomino (basta leggere i post) ma che sanno bene di esserci stati. Continuerò a leggerli, anche se la vita è troppo breve per guardarsi senza sapersi veramente parlare.
Un saluto vero, Roy Menarini