11/02/2004

Nicholson, Bova e poco altro

In attesa di vedere "Le barzellette" (e decidere se ha ragione Giusti sul Manifesto a definirlo un difficile esperimento narrativo sulle forme spezzate del racconto), mi sono concesso "Tutto può succedere" con Nicholson e la Keaton. Devo dire che la prima parte del film è davvero interessante. L'ingresso di Nicholson nella villa, l'enunciazione di verità scomode quanto ineluttabili (gli uomini anziani sono interessanti per le donne più giovani, mentre il contrario non accade), il duetto con la Keaton appartengono un po' a una buona commedia di oggi un po' a un gioco, a volte commovente, sul passato (come quando compiaiono le foto da giovane di Diane, allampanata e bellissima). Poi il film si sclerotizza, poiché deve farci credere che Jack preferisce Diane a Amanda Peet, e qui con qualche sforzo ci si può riuscire, ma soprattutto che Keanu Reeves sia interessato a Diane e che lei faccia la difficile. C'è un limite a tutto, gli sceneggiatori dovrebbero saperlo. Il film poi si dilunga ma c'è in ogni caso un interessante lavoro sulla carriera dei due protagonisti, che il pubblico conosce e perciò giocano sul loro passato.

Intanto in tv è passato "Ultimo - L'inflitrato", la nuova avventura del carabiniere interpretato da Bova. Si conferma he Michele Soavi è l'unico regista in grado di rendere potabile la serialità italiana. Ancora una volta un thriller teso, che sfrutta l'affascinante tema dell'infiltrato, e che usa un bel po' di facce forti tra i comprimari e i personaggi dei mafiosi. Non è "Uno Bianca" - la vetta delle fiction soaviane - ma non c'è male...

di menarini | 11/02/2004
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