Un po' di mostri al cinema. Il primo è Charlize Theron (ma sì, certo, quando è truccata da barbona assassina), il cui "Monster" è - come previsto - uno specchietto per le allodole. Nulla di veramente disturbante in questo filmetto su una povera disgraziata nata in una famiglia violenta che finisce con il diventare killer suo malgrado. Lo sguardo patetico sulla psicotica è quanto di più prevedibile il "sundance cinema" fa da anni, la rappresentazione dell'America violenta e provinciale è ormai caricatura, le due protagoniste poco credibili. Quando la Theron-mostro e la Ricci fanno l'amore, siamo a livelli di spettacolo dell'orrido, inoltre entranbe sembrano schifate e recalcitranti, per cui si percepisce una passione da cibo in freezer. Il solito premio alla diva imbruttita (ancora ridevamo del nasone della Kidman in quel Muppet Show intitolato "The Hours" e ancora stavamo asciugandoci le lacrime per la Cruz sdentata e claudicante di "Non ti muovere"...) nulla giustifica, tanto meno il ripetersi di un soggetto che avevamo già allegramente dimenticato col mediocherrimo "Butterfly Kiss" di Winterbottom; il resto occhieggia a "Boys don't cry" senza averne la forza. Altro mostro è il serial killer di "Identità violate", sciocchezza routinaria che spreca tutto il cast (Anglade, Karyo, Hawke, Suterhland jr.) in nome di una Jolie grottesca e curvilinea come al solito. Mostri anche gli zombi dell'"Alba dei morti viventi", che - a parte un incipit potente e angosciante - fanno come previsto rimpiangere quelli di Romero. Ricordo che non è assolutamente vero che questo (con Boyle) sia il primo film dove i morti viventi sono veloci e scattanti, c'era già "Il ritorno dei morti viventi" del grande Dan O'Bannon, che sotterra tutti i nuovi spot-horror del momento. (Oggi sono davvero di cattivo umore)