Perché ha vinto Serena? Ci vorrebbero gli strumenti di Roland Barthes per analizzare i personaggi del GF4, quest'anno particolarmente anonimi ma con una capacità di "persistenza" fuori dal comune. In una puntata finale degna di Wenders (noi che guardiamo i concorrenti che guardano se stessi sullo schermo che mostra lo studio che guarda i concorrenti che si riguardano nuovamente nell'atto di riprendersi da soli con una videocamera: un trattatello sull'immagine, nevvero?), è emerso chiaramente che: 1) Serena, così come Critsina Plevani, vince perché è un'ameba, non ha uno spicchio di personalità, è assolutamente infantile, è ferma alla fase orale dell'esistenza e non riesce a proporsi come essere desiderante se non facendo irrigidire i partner (è come se Yoghi avesse un'erezione, insomma); così si capisce che il 60% del pubblico votante del GF è costituito da amebe, infelici e buoni dentro, che si riconoscono in questa donna fatta di niente, che piange da mane a sera. Essendo io spettatore del GF, è meglio che non giudichi nessuno, dico solo come stanno le cose. (diverso fu per la coattona romana, premiata dalla "base" ostiense, dai tamarri di tutto il mondo e da tutti coloro che esigono l'esistenza dei tamarri per potersene distinguere in senso oppositivo; e da Montrucchio, che fu votato dal pubblico femminile e dai torinisti, e che logicamente è finito a "Centovetrine"); 2) Katia è meravigliosa perché è una di quelle ragazze davvero bruttine (avete notato che somiglia incredibilmente ai personaggi delle vignette di Altan, quelli col naso lungo che spezza il viso rendendolo ottuso?) che riescono - comportandosi da strafighe - a farlo credere anche agli altri. La sua filosofia è husserliana, anche se tra fenomeni e cose concrete per Katia non vi è che una sottile membrana. Il regresso infantile in lei non è in contraddizione con l'elemento sessuale, anche se l'uscita di Ascanio ha determinato una "asilificazione" della casa, dove al posto del sesso (ormai tramontato come forma di comunicazione a causa dell'angelificazione di Patrick) si è assistito a un recupero del gioco fanicullesco (gavettoni, vernici, scherzetti). 3) Patrick, invece, ha giocato una partita estremamente intelligente fin dall'inizio, con una strategia precisa (gli altri avevano solo tatticucce), ovvero mantenere l'aplomb, imporre il proprio ritmo sottotono, un po' meditabondo un po' pacifista, determinare fortissimamente la stabilità del proprio look, palleggiare da fondocampo per conquistare la ribalta, fungere da punto di riferimento per le donne della casa, riuscire tuttavia a non essere un amico troppo devirilizzato per i maschi (di qui Onan, masturbatore per dovere) e arrivare in finale. Si è trattato di una lunga rincorsa (che doveva per forza di cose evitare l'avventura sentimentale, perché in quel modo ti esponi alle reazioni di un'altra persona e non sei più padrone del tuo destino nel GF, e poi non sai mai che cosa il pubblico va a pensare...) che si è infranta contro Serena, che lo ha schiantato grazie alla propria opacità autentica, alla propria esibizione di universalità normotipica. E così, anche GF4 è finito. Peccato che Sky non rimanga, alla Staub o alla Warhol, sull'appartamento vuoto, con una telecamera fissa, come ad affermare la "perduranza" del micromito televisivo. Alla prossima.