Cari amici, questo blog chiude. Era mia espressa intenzione quella di valutare nel corso dei mesi ciò che "Pallottole per Roy" avrebbe prodotto, per il suo estensore e per i suoi lettori. Il bilancio - spiace per primo a me ammetterlo - è largamente al di sotto delle attese. Il mio blog, come tutti avete visto, è personale. Non ho cioè usato psuedonimi, come accade invece nella maggior parte dei casi (per me misteriosamente) e valeva come estensione della mia attività critica. L'idea era quella di trasformare la critica in qualcosa di meno occasionale e istituzionale dei soliti saggi per rivista o recensioni per periodico, ma di confrontare - a mio nome - idee e valutazioni altrimenti impossibili da condividere con la frequenza necessaria. E di farlo molto spesso, senza attendere periodicità eterodirette. Di più: la speranza era quella di far passare nella critica e nelle idee (anche su altre espressioni artistiche) un po' di vita. In fondo, se uno nella vita "fa" l'intellettuale (di qui la discussa intestazione: è questo il mio lavoro. C'è chi lavora con le mani, chi con i piedi, io con la testa, a pari dignità), ha la speranza che tutto in fondo si formi in un'uinica esistenza. I discorsi intorno ai film e alle manifestazioni artistiche di ogni genere sono forme di vita e di consapevolezza, che vanno condivise e che possono anche generare conflitti: infatti, i momenti migliori del blog sono stati vitalizzati proprio dagli scontri di opinione.
E' esattamente qui che però il progetto è fallito. Escluse le notizie personali (e ringrazio tutti coloro che hanno voluto condividere i momenti più intimi, che un po' spudoratamente ho annunciato), il discorso intellettuale non è mai maturato. Nove mesi sono tanti (bastano per fare un figlio, appunto) e sono sufficienti per dichiarare fallito il progetto. Le cause sono numerose: un po' di pigrizia, un parte di intorversione mascherata da aggressività, indecisione dei toni da parte mia. Anche i lettori sono in parte responsabili. Ne ho trovati pochi (paradossalmente: la responsabilità è di quelli che non mi hanno letto. E' una battuta, naturalmente), anche se tutti propositivi e nobili. Purtroppo, mi sembra che sui blog vi sia al momento il contrario del confronto che speravo di trovare. Domina l'informazione, vince la materialità, spadroneggia l'opinione immediata, paradossi e ironie non vengono lontanamente comprese. Il problema è mio, certo, ma di comunicazioni da bar ne posso fare tutti i giorni.
Fallimento, dunque. Certo: volevo di più e meglio. Tra le mie doti, vi è certamente la conoscenza dei limiti personali. Il blog che speravo di creare (seguito, ricco, un punto di riferimento e una forma di pensiero autoalimentata dalle parole) non è mai esistito. Non è certo la prima volta che un progetto intellettuale mi si sfarina tra le mani. Per cui non ne muoio. E' probabilmente un problema di prospettive e di attese personali. Avendone sempre di troppo alte, si finisce con lo scottarsi. Comunque non è colpa del sistema, di Internet, del mondo o di Bush. Non è andata, tutto lì.
Mi scuso perciò con chi si era appassionato, e con chi mi ha frequentato fedelmente, un pugno di lettori che non nomino (basta leggere i post) ma che sanno bene di esserci stati. Continuerò a leggerli, anche se la vita è troppo breve per guardarsi senza sapersi veramente parlare.
Un saluto vero, Roy Menarini