Televisione (d'autore?)
Roy Menarini scrisse:
Scrivo queste note mentre sta concludendosi in tv la prima puntata di "Renzo e Lucia" della Archibugi. Lei, come al solito, è intuitivamente brava ma assai poco lucida. Io non la detesto, ma lo sceneggiato non funziona. La causa è semplice: i motivi di interesse presunti sono chiari a chiunque prima ancora di arrivare al secondo minuto. Ovvero: reticenza al posto della retorica, carne e corpi al posto della polvere scolastica, immaginario medievale al posto di quello ottocentesco e revisione del testo originale in luogo della fedeltà. Tutto quello che volete, ma con un cast in cui la Sandrelli è Agnese, Gigio Alberti un bravo e Villaggio il più scontato degli Abbondio a me interessa ben poco. Penso che per la seconda puntata, domani, farò zapping giusto per vedere Cecchi che fa l'Innominato e la Morante che fa la monaca di Monza. Altrimenti mi rivedo i "Promessi Sposi" di Camerini del '43 (non per fare il "professore" ma è davvero il più grande).
Molto meglio, allora, "Vite a perdere" che frega sul tempo la prevista (ma - pare - naufragata) versione di "Romanzo criminale" che doveva realizzare Giordana. Il tv movie è serrato, fa quel che può, e ci ridona un Ferrini alla sceneggiatura più decente che nel "Cartaio". Boni si conferma discreto, anche se meno in palla che nella "Meglio gioventù" e Ninetto Davoli in ruolo bastardo convince abbastanza. Bene anche il buon vecchio Pino Quartullo come ceffo da galera. Certi volti, si sa, non passano di moda...
Infine: appuntamento al Future Film festival 2004, da cui cercherò di dare relazioni frequenti.
Altra cosa: su Film Tv leggo che "In the Cut" è tagliato anche in Italia. Non credo che il film migliorerebbe ma è il solito paese di buffoni e baciapile.
A presto...
di menarini | 13/01/2004