Serie
Roy Menarini scrisse: In attesa di una sintesi critica del FFF 2004, giusto due note di saluto a "CSI: Miami", la cui prima serie si è conclusa venerdì su Italia Uno. Certamente, la serie non è all'altezza di quella originale, ma viene da chiedersi perché. In fondo, i casi sono anche più complessi e intriganti dell'altra (penso a ad esempio alla puntata del vampiro della spiaggia, quello che morde le studentesse ubriache e le stupra), inoltre il livello di gore è davvero alto per la prima serata. E anche David Caruso è un ottimo attore, come dimostra "King of NY" di Ferrara. E dunque? Forse si è esagerato in positivismo, intendo dire che la macchina del ragionamento schiaccia i personaggi, la scienza li divora. Al contrario del capostipite, dove il personaggio di William Petersen è - come sostiene l'amico Simone Bedetti - il Daupin di Edgar Allan Poe, e riassume l'illuminismo nel suo Io in un contesto tenebroso. Sono entrambe serie ossessive, nel senso di fobiche del disordine e dell'amoralità. Forse, quindi, di destra. Eppure (per me si tratta di un eppure) interessanti.
Infine, un saluto di bentornato a "Law & Order: Criminal Intent", che sa tanto di serie B della new wave seriale ma funziona piuttosto bene, è densa, fortemente dialogata, e migliore - per me - di "Special Victims Unit". Sarà forse merito di Vincent D'Onofrio, il buon vecchio Palla-Di-Lardo.
di menarini | 18/01/2004